PIOGGIA e BATTAGLIA Day 2 Barcelona: Verstappen Primo ma Hadjar a Muro, Ferrari Macina 120 Giri!

Solo Red Bull e Ferrari in pista sotto la pioggia: Verstappen (RB22) 1:19.5 domina l’asciutto mattutino, ma Hadjar crasha nel pomeriggio con danni posteriori. Leclerc/Hamilton (SF-26) volano con 120+ giri tra wet e slick, affidabilità perfetta. Shakedown 2026: chi regge meglio il bagnato? 🏁

@fdcnvl

1/27/20265 min read

La seconda giornata di shakedown F1 2026 a Barcellona è stata molto diversa dalla prima: pochi team in pista, tanta pioggia e focus quasi totale su affidabilità e comportamento in condizioni di bagnato, più che sui tempi. In pratica è stato un “giorno laboratorio” per Red Bull e Ferrari, mentre gli altri hanno preferito tenersi i giorni disponibili per condizioni migliori.

Chi ha girato oggi e chi è rimasto fermo

Solo Red Bull e Ferrari hanno deciso di utilizzare uno dei tre giorni di shakedown oggi, portando in pista RB22 e SF‑26; tutti gli altri team sono rimasti ai box.

  • Mercedes, che ieri aveva già fatto il proprio shakedown, ha scelto di non correre oggi, anche per non sprecare un giorno in condizioni di pista poco rappresentative.

  • McLaren ha confermato che inizierà il proprio programma domani, puntando a tre giorni consecutivi (mercoledì‑venerdì).

  • Aston Martin ha rinviato il debutto della sua 2026 a giovedì o venerdì, preparando il lavoro in garage.

  • Williams non è presente allo shakedown perché la FW48 non è ancora pronta, come annunciato dal team stesso nei giorni scorsi.

Quindi, di fatto, oggi in pista si è visto un “duello privato” tra Red Bull e Ferrari, ma in condizioni meteo lontane da qualsiasi riferimento di gara reale.

Condizioni meteo e tempi: ma il cronometro conta poco

La giornata è iniziata con pista asciutta, poi la pioggia è arrivata già a metà mattina e non ha più mollato, trasformando il programma in una sessione ibrida asciutto/bagnato.

Tempi di riferimento (non ufficiali, ricostruiti da più fonti, senza cronometraggio ufficiale live):

  • Max Verstappen (Red Bull RB22) – miglior tempo di giornata in 1:19.5–1:19.6, ottenuto nelle prime fasi su asciutto, con circa 25–27 giri all’attivo.

  • Charles Leclerc (Ferrari SF‑26) – secondo tempo, circa 1:20.8–1:20.9, dopo una lunga simulazione con 60+ giri tra asciutto, full wet e intermedie.

  • Nel pomeriggio la pista è stata sempre bagnata o umida: Isack Hadjar e Lewis Hamilton hanno girato su full wet e intermedie, con tempi molto più alti (1:31–1:33), non comparabili con i crono del mattino.

Verstappen è risultato circa 1,4 secondi più lento del miglior tempo assoluto di ieri (fatto da Hadjar in condizioni asciutte stabili), il che conferma che oggi non si cercava assolutamente la prestazione pura.

Programma Red Bull: Verstappen in controllo, incidente per Hadjar

Mattina – Verstappen
Red Bull ha messo subito in pista Verstappen nelle prime ore asciutte, per verificare il comportamento della RB22 con carico ridotto e gomme slick prima dell’arrivo della pioggia.

  • Ha completato una ventina di giri, con miglior tempo 1:19.5 circa, ma soprattutto ha fornito feedback su bilanciamento, risposta dell’aerodinamica attiva e gestione dell’energia del nuovo motore Red Bull‑Ford.

  • Ha avuto un’uscita nella ghiaia a curva 5 durante un out‑lap, che ha provocato una breve bandiera rossa ma senza danni alla vettura.

Pomeriggio – Hadjar
Nel pomeriggio è salito in macchina Isack Hadjar, per il suo secondo giorno di lavoro consecutivo sulla RB22.

  • Ha girato in condizioni di bagnato/intermedio, lavorando su trazione, frenata e gestione dell’ERS con poca aderenza, per un totale di poco più di 50 giri.

  • A fine sessione, in condizioni ancora umide, ha perso la vettura alla penultima curva (curva 14) e ha colpito il guardrail con il posteriore, danneggiando ala posteriore e sospensione.

  • La sessione è stata interrotta con bandiera rossa; il pilota è uscito illeso e il team ha confermato di avere i pezzi di ricambio, ma l’episodio costringerà a qualche ora di lavoro extra prima del prossimo giorno RB di test.

Red Bull è l’unica squadra ad aver usato già due dei tre giorni disponibili nei primi due giorni, quindi ora dovrà scegliere con attenzione quando impiegare il terzo e ultimo giorno di shakedown.

Programma Ferrari: tantissima percorrenza bagnato/asciutto

Per Ferrari, la giornata è stata incentrata sui chilometri più che sui tempi.

Mattina – Leclerc
Leclerc ha avuto la macchina per quasi tutta la mattinata:

  • Ha iniziato su asciutto, girando intorno a 1:20–1:21, poi ha continuato quando è arrivata la pioggia, passando prima alle full wet (tempi iniziali intorno a 1:46), poi migliorando con l’evoluzione della pista fino a scendere verso l’1:32.​

  • Ha accumulato oltre 60 giri (alcune fonti parlano di 64–66), il chilometraggio più alto dell’intera giornata, fondamentale per verificare affidabilità di SF‑26, sistemi ibridi e comportamento delle nuove gomme in condizioni variabili.

Pomeriggio – Hamilton
Nel pomeriggio ha preso il volante Lewis Hamilton, al suo primo vero giorno di lavoro “pieno” sulla SF‑26 dopo il solo shakedown di Fiorano.​​

  • Ha percorso poco più di 50 giri su wets e intermedi, concentrandosi su feeling base con la nuova aerodinamica e con il sistema di ali attive in condizioni di poco grip.

  • Non ci sono stati problemi tecnici rilevanti riportati; Ferrari ha chiuso la giornata con oltre 120 giri totali tra i due piloti, circa 550–560 km di dati in una sola giornata.

Ferrari è quindi la squadra che ha sfruttato di più il meteo difficile: meno indicazioni sulla prestazione pura rispetto a ieri, ma una montagna di dati su affidabilità, gestione energia e comportamento su bagnato.

Cosa ci dicono davvero questi test di oggi

Al netto dei titoli su “Verstappen primo” o “Hadjar a muro”, i punti chiave della giornata sono questi:

  1. Affidabilità e sistemi prima di tutto
    Entrambe le squadre hanno confermato che l’obiettivo era verificare che tutto funzionasse: integrazione tra PU nuova (Red Bull‑Ford da un lato, Ferrari 067/6 dall’altro), ali attive, sistemi elettrici e software. Le lunghe run di Leclerc e Hamilton, con tanti cambi di condizioni, sono particolarmente preziose per capire come si comporta la SF‑26 “fuori comfort zone”.

  2. Prime indicazioni sulla guidabilità in 2026 bagnato
    Le nuove F1 sono più leggere e con meno carico aerodinamico, quindi il bagnato è ancora più delicato che in passato. I lunghi stint di Ferrari e le uscite di Verstappen (leggera) e Hadjar (più seria) mostrano che trovare il giusto bilanciamento fra aero attiva, ERS e grip sarà una parte complicata del lavoro invernale.

  3. Gestione giorni di test: chi rischia, chi no
    Red Bull ha già usato due giorni su tre; Ferrari uno (più lo shakedown di Fiorano). Mercedes, McLaren, Aston, Audi, Haas hanno preferito non sprecare giorni con pista mezza bagnata, confidando nei dati di simulazione e nel fatto che avranno comunque tempo in Bahrain. È una differenza di filosofia: Red Bull e Ferrari vogliono “toccare con mano” la macchina il prima possibile, accettando un po’ di rischio; gli altri proteggono il loro budget di giorni per condizioni migliori.

Situazione complessiva dopo il Day 2

  • Red Bull: due giorni di pista, un best‑lap di Verstappen oggi ma una RB22 ancora lontana dal limite reale, più un crash di Hadjar che ricorda quanto sia sottile il margine nel bagnato con queste nuove auto.

  • Ferrari: giornata molto produttiva, tantissimi giri e nessun guasto serio noto, con Leclerc e Hamilton che hanno cominciato a capire come si comporta la SF‑26 quando cambia il livello di grip.

  • Altri team: programma ancora ai blocchi di partenza (McLaren e Aston entrano domani, Mercedes tenuta in panchina dal meteo, Williams completamente assente per ritardi sul progetto).

In termini di “chi è messo meglio”, oggi non sposta molto le gerarchie: non ci sono run comparabili, i tempi sono condizionati da meteo e benzina sconosciuta, e i team stessi insistono sul fatto che questi sono solo shakedown, non test prestazionali. Quello che cambia davvero è un po’ più di serenità lato Ferrari (tanti km, zero intoppi seri) e un minimo di lavoro extra per Red Bull dopo il botto di Hadjar, con un Avvertimento chiaro per tutti: le F1 2026, soprattutto sul bagnato, non perdonano distrazioni.