NUOVA F1 FUORI CONTROLLO Day 1: Hadjar UMILIA tutti nei test, Ferrari si NASCONDE e i piloti parlano di auto ‘TROPPO COMPLESSE’!
Test F1 2026: caos totale a Barcellona! Isack Hadjar stupisce tutti con il tempo più veloce, mentre Red Bull e Mercedes arrancano. I piloti confessano: "Auto troppo complesse". Ferrari tace dopo lo shakedown... cosa sta succedendo al Circus? 🏁
@fdcnvl
1/26/20265 min read


Il primo giorno di test F1 2026 a Barcellona ha dato subito un messaggio chiaro: la nuova era è iniziata in modo caotico, con una Red Bull velocissima, una Mercedes molto solida e tante incognite tecniche per il resto del gruppo.
Risultati e tempi del Day 1
Secondo i tempi non ufficiali raccolti in circuito, il più veloce di giornata è stato Isack Hadjar con la Red Bull, in 1:18.159, completando oltre 100 giri: un vero “debutto da grande” per il francese nella nuova era RB. Alle sue spalle George Russell con la Mercedes W17, staccato di circa mezzo secondo in 1:18.696, confermando la sensazione che la nuova Mercedes sia nata bene sotto questo regolamento. Terzo tempo per Franco Colapinto con l’Alpine, intorno all’1:20.1–1:20.2, mentre altri come Antonelli hanno girato più alti ma con molti giri dedicati a raccolta dati e affidabilità.
È importante ricordare che si tratta di cronometraggi ufficiosi, ricavati da fonti in loco e non pubblicati nei canali ufficiali F1, perché il test è a porte chiuse e con copertura limitata. Molti team hanno nascosto il più possibile il lavoro, alternando stint lenti, prove di procedura e giri con tanto carburante, quindi i tempi raccontano solo una parte della storia.
Prime sensazioni sulle nuove vetture 2026
I piloti concordano su un punto: queste F1 2026 sono molto diverse da guidare, con aerodinamica rivoluzionata, più dipendenza dalla parte ibrida e pneumatici più stretti. Esteban Ocon ha parlato di vetture “molto diverse, molto complicate”, sottolineando quanto il lavoro in abitacolo sia aumentato per gestione energia e sistemi. Franco Colapinto ha spiegato che la tecnica di guida sta cambiando, soprattutto per la gestione dell’energia e delle gomme, anche se alla fine “resta sempre una macchina da corsa da portare al limite”.
Liam Lawson ha ammesso di non avere ancora “capito del tutto” il nuovo pacchetto, soprattutto con la power unit Red Bull‑Ford e tutti i sistemi da controllare, ma ha evidenziato una buona affidabilità complessiva nella prima giornata. In generale, il messaggio dal paddock è: regolamento molto diverso, curva di apprendimento ripida, ma un potenziale alto per avere gare tattiche e tecnicamente interessanti.
Ferrari e lo shakedown della SF‑26
Mentre a Barcellona si girava con i cronometri ufficiosi, una parte della storia della giornata viene da Fiorano: qui Ferrari ha già completato lo shakedown della nuova SF‑26 con Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Il team ha confermato di non aver avuto “grossi problemi” durante il primo vero battesimo in pista, segnale importante dopo un 2025 molto deludente. Hamilton ha percorso i primi giri sotto la pioggia leggera, usando anche il nuovo sistema di aerodinamica attiva, prima di lasciare il volante a Leclerc per il suo turno di adattamento.
Esternamente la SF‑26 torna a una livrea più lucida, con rosso più vivo e inserti bianchi, ma la vera sfida sarà interna: sfruttare il nuovo regolamento per tornare stabilmente al vertice dopo anni di alti e bassi. Per ora, da Maranello filtra prudenza: il messaggio ufficiale è che la vettura è il frutto di un “nuovo percorso” con regole completamente diverse e tante incognite, ma con una squadra più unita che mai.
Cosa ci dice davvero questo Day 1
Il quadro che esce da questa prima giornata è quello di una F1 2026 ancora coperta, ma con alcuni indizi: Red Bull parte subito forte con Hadjar, Mercedes appare immediatamente competitiva con Russell e i team come Alpine, Audi e altri stanno ancora bilanciando performance e affidabilità. I tempi sono lontani dal ritmo di qualifica 2025 a Barcellona, il che conferma che, almeno in questa fase, si lavora più su sistemi e mappe motore che sulla prestazione pura.
Per i tifosi, il messaggio è chiaro: non si possono ancora fare classifiche definitive, ma il test di oggi segna davvero l’inizio concreto della nuova era, con vetture più leggere, diverse da guidare e un livello di complessità che metterà alla prova sia i piloti che gli ingegneri. E mentre Barcellona raccoglie i primi dati, a Fiorano Ferrari prepara in silenzio la sua risposta con la SF‑26: i prossimi giorni diranno se le sensazioni di oggi erano solo fumo… o il primo vero segnale dei nuovi equilibri del 2026
Prime foto delle vetture 2026
Mercedes-AMG W17
Red Bull apre la nuova era come aveva chiuso la precedente: davanti a tutti, con Hadjar primo nei tempi ufficiosi e una RB subito veloce sia sul giro secco che sui long run. Il team ha girato tanto e bene, segnale che il pacchetto telaio‑PU 2026 è già in una finestra di lavoro molto concreta.












Audi R26
Red-Bull RB22
Racing Bulls RB26
Alpine A526
Audi vive una giornata complicata: diversi problemi tecnici limitano il numero di giri e impediscono di costruire un quadro completo delle prestazioni. Quando la macchina è in pista il ritmo non è disastroso, ma il vero tema è l’affidabilità: senza risolverla in fretta, la curva di apprendimento rischia di diventare troppo ripida rispetto ai rivali.
Mercedes non fa il tempo “shock”, ma appare estremamente ordinata: pochi problemi, passo costante e una W17 che, dalle simulazioni e dai run lunghi, sembra nascere molto equilibrata. È la classica giornata da Mercedes nei grandi cambi regolamentari: niente fuochi d’artificio, ma basi solide che fanno paura sul medio periodo.
Le Racing Bulls lavorano più nell’ombra, con un programma molto focalizzato su raccolta dati e correlazione con la galleria del vento. I tempi non brillano, ma la giornata è stata preziosa per capire il comportamento della PU e dell’aerodinamica attiva senza prendersi rischi inutili.
Alpine alterna sprazzi di buon ritmo a qualche problema di affidabilità e di messa a punto, tipici di un progetto molto nuovo. Quando la macchina gira pulita il potenziale non sembra male, ma serve ancora lavoro per trasformare i singoli stint buoni in una base solida per il campionato.
Per Cadillac l’obiettivo di giornata era macinare chilometri e capire come si comporta la nuova power unit in condizioni reali, più che inseguire il cronometro. I tempi restano alti, ma il team chiude con un buon numero di giri e una lista chiara di aree su cui intervenire prima dei prossimi giorni di test.
